In evidenza
Postato il 25 nov, 2011
Si chiama “Oil for Nothing” il video realizzato da Luca Tommasini e prodotto dalla CRBM sugli impatti delle attività estrattive delle multinazionali nel Delta del Niger. Nonostante le difficoltà legate alla diffusa militarizzazione del territorio, Tommasini è riuscito a raccogliere numerose testimonianze e immagini che evidenziano come il fenomeno del gas flaring (il gas bruciato in torcia collegato all'estrazione del petrolio) e gli sversamenti di greggio comportino degli effetti molto negativi sull'ambiente e sulle comunità locali.
Movimenti
La vera rivoluzione di Occupy Wall Street
[di Caterina Amicucci] La parola che da giorni sentiamo ripetere con insistenza nelle riunioni a due passi dal centro del potere finanziario mondiale è razzismo. Da quando Zuccotti Park è stato sgombrato il movimento è impegnato in un processo di ristrutturazione e organizzazione. Dare delle regole ad un movimento spontaneo che deve gran parte delle sua metodologia all’anarchismo americano non è, di per sé, cosa facile.
Acqua
Grand Inga, la diga che lascia gli africani al buio
Nel novembre del 2011 i governi di Sud Africa e Repubblica Democratica del Congo hanno siglato un’intesa per la costruzione della diga di Grand Inga. Un’opera mastodontica, ideata per imbrigliare gli abbondanti e impetuosi flussi delle cascate di Inga, a 225 chilometri da Kinshasa, lì dove l’immenso fiume Congo compie un salto di quasi un centinaio di metri.
Finanza
Gli avvoltoi sopra Atene
[di Antonio Tricarico] Dopo la brusca interruzione di venerdì scorso, oggi riprendono i negoziati tra i creditori della Grecia e il governo di Atene sulla ristrutturazione del debito del paese. I governi europei hanno chiesto alle banche e ai creditori privati di rinunciare “volontariamente” fino al 50 per cento del loro debito, anche se secondo i mercati questo al momento vale solamente il 20 per cento del valore iniziale.
Campagne
Campagna Delta del Niger – Nigeria
La Nigeria è il principale esportatore di petrolio dell'Africa Sub-Sahariana, ma anche uno dei paesi più poveri del continente. Le multinazionali europee, tra cui l'italiana Eni, operano nel Delta del Niger dagli anni Sessanta, esportando verso i mercati di consumo la ricchezza di questa terra: circa il 20% del petrolio venduto sul mercato europeo proviene dalla Nigeria.