Sovranità alimentare in Europa, ora!

sovranita-alimentare

sovranita-alimentare

Si è concluso il Forum europeo sulla sovranità alimentare che si è svolto a Krems, in Austria, dal 16 al 21 agosto. L’incontro ha visto la partecipazione di 400 delegati da 34 Paesi europei. Al termine di cinque giorni di dibattiti e confronti tra le diverse organizzazioni della società civile europea, è stata lanciata una dichiarazione che vede come obiettivo la costruzione di un movimento per la sovranità alimentare in Europa.

Questo l’incipit del documento:
SOVRANITÀ ALIMENTARE IN EUROPA, ORA!
Nyeleni Europe 2011: Forum Europeo per la Sovranità Alimentare.

Proprio in questo momento, i cittadini di tutta Europa stanno sperimentando le prime politiche di aggiustamento strutturale che i governi stanno imponendo alle loro popolazioni, quelle politiche fino ad ora prescritte a popolazioni di altre regioni, in particolare del Sud del mondo. Questo con il solo interesse di salvare il capitalismo e coloro che ne traggono profitto (banche private, gruppi di investimento e multinazionali). Vi sono molti segnali a indicare che nel futuro prossimo queste politiche antisociali diventeranno ancora più severe e più estese. Sono al contempo anche iniziate le prime mobilitazioni generali per denunciare i sistemi economici e di governance che ci hanno portato a questo punto. Noi offriamo – creativamente e energicamente – la risposta e l’opposizione dei movimenti sociali europei al modello di agricoltura globale che è il riflesso esatto del sistema capitalista che lo ha creato.

I sistemi alimentari sono stati piegati a servire un’agricoltura industrializzata, controllata da poche multinazionali del cibo e da un piccolo gruppo di enormi catene di supermercati. Si tratta di un modello pensato per generare profitti e quindi completamente incapace di adempiere ai suoi obblighi nutrizionali. Invece di essere un modello dedicato alla produzione di cibo sano, accessibile e di beneficio alle persone, si concentra sempre più sulla produzione di materie prime destinate alla produzione di agrocarburanti o mangimi per animali, magari attraverso enormi piantagioni monocolturali. Da un lato, questo ha causato la perdita smisurata di aziende agricole e di persone che vivevano di quelle aziende, e dall’altro promuove una dieta dannosa per la salute e povera di frutta, verdura e cereali diversi.
Questo modello industriale di produzione è dipendente da combustibili fossili in via di esaurimento e dalla chimica; non riconosce i limiti di risorse preziose come la terra o l’acqua; è responsabile di drastiche perdite di biodiversità e di fertilità del suolo; contribuisce al cambiamento climatico; costringe migliaia di persone a lavori irrispettosi dei loro diritti più fondamentali; e conduce al peggioramento delle condizioni di lavoro degli agricoltori e dei lavoratori salariati, in particolare dei migranti. Ci allontana da una relazione rispettosa e sostenibile con la natura. Questo sfruttamento e trattamento della terra è la causa fondamentale della povertà rurale e della fame di più di un miliardo di persone nel mondo (come adesso nel Corno d’Africa).

Inoltre, tutto ciò provoca migrazioni forzate, mentre crea un surplus di alimenti industriali che finiscono per essere scartati come rifiuti o smaltiti nei mercati sia all’interno che al di fuori dell’Europa, distruggendo le produzioni locali...

Per leggere il documento intero puoi scaricarlo qui

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>