Occupy London, fine della protesta. Per il momento

Occupy London, foto Manes

Occupy London, foto Manes

[di Luca Manes]

La Metropolitan Police nelle prime ore di questa mattina ha sgomberato gli attivisti di Occupy London dal loro accampamento nel piazzale antistante la cattedrale di St Paul, nel cuore della City. Sulla base di un pronunciamento dell’Alta Corte emesso il mese scorso e dopo aver ottenuto il permesso delle autorità ecclesiastiche, la polizia ha dato un brevissimo preavviso – cinque minuti – agli esponenti del movimento. Alcuni di loro hanno subito incominciato a levare le tende, altri hanno opposto resistenza in maniera pacifica. Alcune decine di persone si sono barricate con mezzi di fortuna sulla scalinata della cattedrale, finendo poi per essere “spostate” di peso.

In varie interviste rilasciate ai media inglesi alcuni esponenti dei Occupy London hanno espresso a gran voce il loro disappunto in merito alla posizione presa dagli alti prelati della Cattedrale. La mossa di autorizzare l’azione della forze dell’ordine sulla scalinata è stata vista come una sorta di “tradimento” e di fatto ha cancellato gli oltre quattro mesi di dialogo intercorsi dall’inizio dell’occupazione (iniziata il 15 ottobre sera).

Proprio perché contrario alla possibile cacciata degli attivisti dal sito antistante la chiesa, lo scorso ottobre il canonico di St Paul Giles Fraser si era dimesso. Da allora sembrava che i rapporti tra le parti fossero migliorati, con vari rappresentanti del clero anglicano che avevano tenuto incontri per capire le ragioni della protesta.

Fraser ha commentato duramente quanto accaduto. “Vedere centinaia di poliziotti in assetto anti-sommossa mandar via dalla scalinata di St Paul tutti quei ragazzi è stato orribile, oggi è stato un giorno molto triste per la chiesa anglicana” il suo pensiero. Su Twitter Fraser ha scritto di essere orgoglioso di come i membri di Occupy London si erano comportati durante lo sgombero.

La polizia ha comunicato che durante l’operazione sono state arrestate venti persone per resistenza a pubblico ufficiale, ma che nel complesso tutto si è svolto in maniera alquanto pacifica. Anche gli occupanti della Bank of Ideas, sita in un edificio abbandonato di Islington, nel nord di Londra, sono stati mandati via nelle stesse ore dell’operazione condotta nella City.

Gli esponenti di Occupy London rivendicano la bontà di quanto fatto nell’arco degli ultimi quattro mesi, dalle azioni di protesta e denuncia ai tanti seminari sulle tematiche più disparate, tenendo sempre una lente particolare sugli aspetti della crisi finanziaria. George Barda, uno dei portavoce del movimento, si è detto sicuro che lo sgombero non comporterà la fine del movimento di protesta, che certamente continuerà con modalità differenti. Per il momento George e gli altri si sono di nuovo dati appuntamento per questa sera sulla scalinata di St Paul per discutere i prossimi passi da fare. Nella speranza che almeno questa volta le autorità ecclesiastiche non abbiano nulla a ridire al riguardo.

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