Postato il 20 dic, 2011 in
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[di Caterina Amicucci] La parola che da giorni sentiamo ripetere con insistenza nelle riunioni a due passi dal centro del potere finanziario mondiale è razzismo. Da quando Zuccotti Park è stato sgombrato il movimento è impegnato in un processo di ristrutturazione e organizzazione. Dare delle regole ad un movimento spontaneo che deve gran parte delle sua metodologia all’anarchismo americano non è, di per sé, cosa facile.
Postato il 18 dic, 2011 in
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[di Giulia Franchi] “Dare priorità al processo più che ai risultati”. Questa è la linea che guida il movimento di Occupy Wall Street sin dall’inizio, e che si applica a tutti i momenti di scambio, dalle riunioni dei gruppi di lavoro, a quelle del comitato portavoce, alle assemblee generali in piazza.
Postato il 18 dic, 2011 in
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[di Caterina Amicucci] L'appuntamento è alle 12 a Duarte square, la piazza dove gli attivisti hanno ripiegato temporaneamente il 15 novembre dopo essere stati sgombrati da Liberty plaza. L'obiettivo del raduno: rioccupare il piccolo giardino di fronte alla sede del Tribeca Film Festival
Postato il 17 dic, 2011 in
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[di Carlo Dojmi di Delupis] A Liberty Plaza sta scendendo la notte. I pochi alberelli piantati nel cemento sono stati adornati con lucine natalizie. I poliziotti, sempre numerosi, ci guardano con disinteresse attraverso le transenne.
Postato il 15 dic, 2011 in
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[di Giulia Franchi]
15 dicembre 2011 - Basta camminare lungo Wall street tenendo la New York Stock Exchange con i brokers in cravatta rosa in pausa sigaretta a destra, superare l’American Museum of Finance, poco prima della sede della Deutsche Bank e al numero 60 si apre un grande atrio definito “privately owned public space”, una di quelle strane formule che funziona solo in America.
Postato il 15 dic, 2011 in
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Zuccotti Park da queste parti è un nome posticcio di cui pochi sanno spiegare l'origine. Per tutti, la piazza che ha ospitato gli attivisti di Occupy per due mesi è Liberty Plaza. Uno slargo di cemento e marmo di fronte al cantiere di Ground Zero, a pochi passi da Wall Street. E' uno spettacolo irreale.
[di Luca Manes] Nella spianata della St Paul’s Churchyard sono circa 200 le tende di Occupy London sferzate dal vento freddo che sale dal Tamigi, a pochi metri da uno dei luoghi simbolo della capitale inglese. È ormai oltre un mese, per l’esattezza dalla fatidica data del 15 ottobre, che gli attivisti hanno messo in piedi il loro accampamento, nonostante la totale avversione della City of London Corporation.