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per la riforma della banca mondiale
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– numero 17 – giugno 2003

Pubblicazione non periodica

 

Ifi

dECOder

Ambiente, sviluppo, istituzioni finanziarie internazionali

  

in questo numero

·   Editoriale di Antonio Tricarico: il G8 di Evian, prossima fermata Cancun!

  • Banca mondiale – Gli Spring Meetings di Banca mondiale e Fondo monetario internazionale
  • Banca mondiale – Il caso Lesotho, l´audizione al parlamento europeo del PM Penzhorn e di Antonio Tricarico
  • Banca mondiale – Diga di Bujagali, il Consorzio costruttore perde i pezzi
  • Banca mondiale – La miniera di Yanacocha in Peru, le critiche delle comunità locali sul rapporto sull´incidente ‘al mercurio’
  • Banca mondiale/ECAs – Gli aggiornamenti sul progetto Baku Tbilisi Ceyhan

 

·   Banca mondiale/ECAs – Ospiti di Ong azere e georgiane a Roma per parlare di Baku-Tbilisi-Ceyhan

·   ECAs – Gli ultimi sviluppi del progetto di Camisea in Peru; la Banca Interamericana di Sviluppo sta valutando se erogare il finanziamento

  • BEI – L´azione a Lussemburgo in occasione del meeting annuale dei direttori della BEI
  • Banche private – Gli Equator Principles: un primo passo in avanti, ma senza trasparenza

·    OCP – L´assemblea degli azionisti della BNL: le aperture di Abete

·    WTO/GATS – Le attività della Campagna Questo mondo non è in vendita e le novità nel panorama internazionale a tre mesi dal vertice di Cancun 

 

 

EDITORIALE DI ANTONIO TRICARICO: IL G8 DI EVIAN, PROSSIMA FERMATA CANCUN!

‘Per la lotta alla povertà questo G8 è meglio dimenticarlo’, questo il commento amaro ma veritiero di Oxfam alla fine dell´atteso vertice del G8 ad Evian, prima visita di Bush su suolo francese, nella vecchia Europa, che si è opposta alla guerra unilaterale americana in Iraq. Infatti, anche se Chirac l´aveva dipinto come un G8 per l´Africa, oltre le strette di mano ed i pranzi con leader autorevoli del sud del mondo non si è andati. La NEPAD, la nuova partnership per lo sviluppo in Africa, il cui piano di azione è stato approvato dal G8 un anno fa in Canada, non ha avuto i finanziamenti aspettati. Soltanto una conferma degli impegni già presi ma disattesi fino ad oggi. Sull´annosa questione dell´emergenza Aids si è raggiunta la situazione paradossale che Bush si impegnato con 15 miliardi di dollari quando il congresso americano già fa fatica a concedere al Presidente i fondi da lui richiesti per l´aiuto allo sviluppo nel 2002. Oltre le parole si è avuto un nulla di fatto sul rispetto da parte degli Usa dell´accordo WTO già siglato sull´accesso ai farmaci generici nei paesi in via di sviluppo. Sulla questione acqua, la UE ha lanciato il suo Fondo per l´Acqua senza però chiarire da dove verranno i soldi e soprattutto quali progetti si finanzieranno in Africa. In molti temono che si parlerà di nuovo di grandi dighe nell´Africa centrale, icona di uno sviluppo fallimentare per l´ambiente e le comunità locali, ma non per le imprese occidentali, dagli anni ´60 in poi.

Molto più proficuo, e quanto meno interessante, sembra essere stato il G7 delle finanze di Deuville di metà maggio. Spiccano nel comunicato finale due questioni nuove: l´avvio di un processo di ristrutturazione del sempre monolitico Club di Parigi dei creditori per legittimare la cancellazione del ‘debito odioso’ contratto da Saddam, un precedente che apre un significativo spazio politico per rilanciare la battaglia per la cancellazione del debito non solo nei paesi più poveri; la proposta del ministro dell´economia inglese, Gordon Brown, che ha trovato il favore della Francia, di emettere buoni del tesoro del G8 per finanziare la nuova International Finance Facility e raddoppiare al più  presto l´aiuto allo sviluppo. La proposta sarà ridiscussa dai ministri nel loro incontro di settembre, anche se ciò non toglie che prima o poi i governi dovranno impegnare maggiori risorse per l´aiuto allo sviluppo per rimborsare i titoli.

Infine, mentre sembrano sanate le divergenze militari, di sicuro sulla partita commerciale che culminerà con la V Conferenza ministeriale del WTO a Cancun il prossimo settembre le divisioni sono ancora profonde. L´attacco americano con il ricorso al WTO contro la moratoria europea sugli organismi geneticamente modificati e la bocciatura di Bush per la proposta di Chirac di una moratoria fino a Cancun sui sussidi all´esportazione, come segnale di apertura europea alle critiche dei paesi in via di sviluppo alla protezionistica politica agricola comunitaria, sono segnali chiari di quanto sono lontane le due sponde dell´Atlantico. A soltanto tre mesi dall´appuntamento di Cancun, si intensifica anche l´opposizione dei governi del sud del mondo rendendo sempre più difficile i negoziati. Questo G8, che è sembrato più un primo confronto con il ‘G1’ americano, dietro le frasi di circostanza ha prodotto un nulla di fatto al punto che in diversi iniziano a pensare ad un allungamento del round negoziale di Doha del WTO.

BANCA MONDIALE – GLI SPRING MEETINGS DI BANCA MONDIALE E FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

Nel fine settimana del 12 e 13 aprile si sono tenuti a Washington gli Spring Meetings di Banca mondiale e Fondo monetario internazionale. Visto il delicato momento internazionale gli argomenti principe delle riunioni sono stati la ricostruzione dell´Iraq ed il ruolo delle due istituzioni in proposito. La diatriba tra rappresentanti europei e statunitensi era sull´eventualità che BM e FMI potessero iniziare ad operare anche senza il riconoscimento del nuovo governo irakeno da parte delle Nazioni Unite (da cui formalmente dipendono le istituzioni di Bretton Woods). Alla fine ha vinto la posizione americana, che voleva l´azione immediata, sebbene soprattutto la Banca mondiale abbia insistito per aspettare una normalizzazione quasi totale della situazione in Iraq, prima di prendere iniziative molto concrete.

L´agenda della Development Committee ha anche discusso la proposta di ridistribuzione dei posti nei consigli direttivi delle istituzioni di Bretton Woods al fine di dare maggiore voce ai rappresentanti del sud del mondo, in particolare dell´Africa, nonché la questione dell´armonizzazione degli standard tra le varie banche multilaterali di sviluppo sulla base della dichiarazione di Roma sull´efficienza dell´aiuto allo sviluppo dello scorso febbraio. Precedente importante, l´ufficio del direttore esecutivo italiano ha facilitato un incontro informale tra i vari uffici dei paesi europei presso la Banca mondiale e rappresentanti di Ong europee, tra cui la Campagna, per dibattere le due importanti questioni che sono destinate a rimanere sull´agenda della Banca nei prossimi mesi. Purtroppo l´azione europea per la costituzione di un meccanismo di arbitrato sul debito che coinvolga i creditori sia pubblici che privati si è fermata di fronte l´intransigenza americana, nonostante la proposta abbia ottenuto il sostegno del 70 per cento degli azionisti del Fondo monetario internazionale contro l´85 necessario.

Ma BM e FMI hanno lanciato anche un forte richiamo affinché i paesi ricchi del globo riducano sensibilmente le loro barriere commerciali ed i sussidi agricoli, facilitando così le esportazioni dei paesi in via di sviluppo. Secondo le istituzioni di Bretton Woods in questo modo si potrebbe raggiungere uno degli obiettivi di sviluppo fissati dalle Nazioni Unite, dimezzare la povertà nel mondo entro il 2015. Sulla scia degli incontri di primavera il Presidente della Banca Wolfensohn ed il segretario del Fondo Koehler sono stati invitati al Consiglio Generale del WTO a Ginevra  a metà maggio rilanciando così l´agenda della coerenza e convergenza tra gli obiettivi delle tre istituzioni principe della globalizzazione. Le Ong internazionali, tra cui la Campagna, hanno fortemente contestato la necessità di allineamento del sistema di Bretton Woods alla promozione acritica del libero commercio da parte del WTO e richiesto una democratizzazione delle istituzioni ed una loro apertura ai paesi del sud del mondo.

Per saperne di più:

www.worldbank.org - www.imf.org

www.bicusa.org   www.ifiwatchnet.org   

BANCA MONDIALE – IL CASO LESOTHO, L´AUDIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO DEL PM PENZHORN E DI ANTONIO TRICARICO

Il 12 giugno si è tenuta a Bruxelles l´audizione pubblica al comitato per lo sviluppo e la cooperazione del Parlamento europeo in merito al caso di corruzione legato al progetto di gestione delle acque Lesotho Highlands Water Project.

All´audizione sono intervenuti un rappresentante dell´Hermes, l´agenzia di credito all´esportazione tedesca, Antonio Tricarico della Campagna per la riforma della Banca mondiale, che da anni segue il caso anche con missioni sul campo, ed il pubblico ministero del Lesotho Guido Penzhorn.

Penzhorn ha rivelato che Jacobus Du Plooy, l´intermediario per conto dell´Impregilo e del consorzio di cui la stessa compagnia italiana fa parte, delle tangenti per Sole, il pubblico ufficiale corrotto dalla multinazionali del nord del mondo, ha riconosciuto di recente il proprio ruolo per il passaggio delle mazzette. Penzhorn ha anche reiterato la richiesta di un sostegno finanziario da parte dell´Unione europea per continuare i processi.

Proprio l´onerosità dei tanti procedimenti giudiziari in atto, infatti, aveva portato già nel 1999 i funzionari del Lesotho a chiedere un aiuto finanziario all´Unione europea, ricevendo esplicite rassicurazioni al riguardo. Purtroppo fino adesso le autorità del paese del Sud dell´Africa non hanno ricevuto nemmeno un centesimo. Secondo le minute dell´incontro dei donatori del progetto che si è svolto a Pretoria nel novembre 1999, che sono state rivelate dall´On. Kinnock nel corso dell´audizione, il rappresentante dell´Unione Europea si era chiaramente impegnato ad offrire sostegno finanziario al lavoro dei magistrati in Lesotho tramite l´Ufficio anti-frode europeo.

La richiesta delle Ong europee che seguono la vicenda è che le pratiche poco trasparenti attuate dalle compagnie europee, sostenute dalle istituzioni finanziarie come le agenzie di credito all´esportazione di alcuni stati membri e la BEI, debbano essere rivelate al pubblico e che l´Unione europea debba stabilire delle linee guida vincolanti per i finanziatori che impediscano il ripetersi di questi tragici errori.

La politica anti-corruzione della Banca mondiale - http://www1.worldbank.org/publicsector/anticorrupt/

Altre Ong europee che seguono il caso:

www.fern.org   - www.weed.org - www.thecornerhouse.org.uk

BANCA MONDIALE – DIGA DI BUJAGALI, IL CONSORZIO COSTRUTTORE PERDE I PEZZI

Il controverso progetto della diga di Bujagali, in Uganda, ha subito negli ultimi giorni di maggio un ulteriore colpo, dopo le numerose difficoltà che ha attraversato nei mesi passati. Infatti due delle compagnie che facevano parte del consorzio per la costruzione dell´opera, la norvegese Veiddeke International AS, che è anche immischiata in una storia di corruzione con l´accusa di aver versato una tangente di 10.000 dollari per aggiudicarsi l´appalto, e la svedese Skanska hanno deciso di ritirarsi. Per sapere quali altre società si aggiungeranno alla AES Corporation (USA), terzo membro del consorzio, bisognerà aspettare ancora un po´, dal momento che non sono stati ancora fissati i termini per un´altra gara d´appalto internazionale. Ma se si facesse come da anni dicono le Ong, si investissero i soldi in un progetto meno oneroso e senza impatti devastanti per l´ambiente, abbandonando l´idea di costruire una diga a poche miglia dalle fonti del Nilo Bianco?   

Sul World Wide Web: www.worldbank.org Le pagine delle principali Ong internazionali che seguono il progetto: CIELhttp://www.ciel.org/Ifi/ifccaseuganda.html  

IRN -  http://irn.org/programs/bujagali/

Save Bujagali -  www.uganda.co.ug/bujagali  

Il sito del progetto www.bujagali.com

BANCA MONDIALE – LA MINIERA DI YANACOCHA IN PERU´, LE CRITICHE DELLE COMUNITA´ LOCALI SUL RAPPORTO SULL´INCIDENTE ‘AL MERCURIO’

A poche settimane dal previsto pronunciamento della Corte costituzionale del Perù sull´ampliamento della miniera d´oro di Yanacocha, le comunità locali hanno criticato severamente la valutazione finale eseguita dalla Minera Yanacocha sulla fuoriuscita di mercurio del giugno 2000. Minera Yanacocha è una joint venture composta dalla società peruviana Minas Buenaventura, dalla Newmont (la maggiore multinazionale che si occupa dell´estrazione dell´oro al mondo) e dalla Banca mondiale. Le popolazioni locali sostengono che gli effetti conseguenti alla grave fuoriuscita di mercurio, purtroppo non l´unica degli ultimi anni, sono stati valutati senza prendere quasi in considerazione gli impatti sulla salute dell´uomo. Alle persone che entravano a contatto con il mercurio non fu fatto presente a che tipo di pericolo andavano incontro. Attualmente numerosi membri delle comunità impattate soffrono ancora disturbi alla pelle, agli occhi ed al sistema nervoso centrale. La Minera Yanacocha, e quindi anche la Banca mondiale, sembra voler chiudere entrambi gli occhi per non dover ammettere come abbia agito con leggerezza. Un altro caso di finanziamento pubblico altamente inadeguato, visti gli sviluppi sempre più negativi del progetto.

Il sito del progetto: www.yanacocha.com

Le Ong che seguono il caso: www.ciel.org www.foei.org

BANCA MONDIALE/ECAS – GLI AGGIORNAMENTI SUL PROGETTO BAKU-TBILISI-CEYHAN

La campagna internazionale sul controverso progetto dell´oleodotto BTC, che attraverserà Azerbaigian, Georgia e Turchia, continua la sua attività di sensibilizzazione e di pressione sulle istituzioni internazionali che potrebbero fornire denaro per la realizzazione dell´opera. Per questa ragione a fine aprile è stata redatta una lettera, firmata da più di 50 Ong internazionali, in cui si chiedeva una moratoria sui finanziamenti sul progetto. La lettera è stata inviata ai responsabili dei possibili finanziatori pubblici dell'oleodotto: Banca Mondiale, BERS e quasi tutte le agenzie di credito all'esportazione occidentali, tra cui anche l'italiana SACE - per questo in Italia la lettera è stata spedita al presidente della SACE Bini Smaghi e al vice ministro con delega al commercio Urso. Infatti, la SACE ha ricevuto una richiesta di promessa di garanzia da esportatori italiani per un ammontare di 50 milioni di Euro a copertura dei rischi associati alle loro operazioni nel progetto.

La moratoria e' richiesta dal momento che sono state riscontrate anche con missioni indipendenti sul campo palesi violazioni degli standard internazionali previsti per la costruzione di un'opera simile, nonché abusi sulle popolazioni locali, con serie violazioni dei diritti umani. La documentazione proprio delle violazioni dei diritti umani è stata resa nota nel rapporto della missione internazionale che si era svolta in Turchia lo scorso marzo. Il rapporto evidenzia anche come gli stessi partecipanti alla missione siano stati maltrattati dalle forze di sicurezza locali, senza nessun motivo se non quello di voler contrastare il proseguimento dei contatti con la popolazione locale, in buona parte curda, che oramai non ha quasi più nessuna possibilità di manifestare il proprio dissenso al progetto. Lo scorso maggio anche Amnesty International ha preso posizione contro il finanziamento del progetto con soldi pubblici fintantoché gli accordi che regolano il progetto non saranno rivisti per garantire il rispetto dei diritti umani nelle aree interessate dal Btc in Turchia.

Ma la campagna internazionale ha anche esperito un ricorso contro le compagnie coinvolte nel progetto per violazione delle linee guida OCSE sulle multinazionali. I ricorsi sono stati consegnati ad inizio maggio ai rappresentanti dei singoli governi di competenza. Ma il Consorzio BTC (quello interessato alla costruzione dell´oleodotto, capeggiato dalla BP e che vede il coinvolgimento dell´ENI) non sembra di recente dormire sonni troppo tranquilli anche per altri motivi.

Oltre all´emergere delle prime perplessità da parte dei finanziatori pubblici, anche grazie all´operato delle Ong, ed in attesa che si sblocchino i fondi, indispensabili per il completamento dell´opera, un parere negativo sul progetto arriva dal mondo degli addetti ai lavori.

Infatti la Conferenza di Istanbul, un autorevole consesso formato da esperti del campo energetico e da esponenti del settore privato, tenutasi a maggio, ha espresso seri dubbi sull´effettiva realizzazione del mega-oleodotto. Queste perplessità sono dovute al previsto aumento dell´esportazione di gas e petrolio dall´Iraq, per cui la fine delle guerra e dell´embargo stanno chiaramente giocando un ruolo chiave. In base a questo nuovo elemento si ritiene che gli investitori potrebbero riconsiderare la loro posizione sull´oleodotto BTC, particolarmente costoso e lungo (oltre 1.600 Km). Ma intanto i lavori per BTC proseguono, alla fine di maggio il presidente Shevarnadze ha ufficialmente dichiarati aperti i lavori in Georgia, con una cerimonia che ha visto il simbolico taglio di un nastro.  Lo scorso 9 giugno l´IFC e la BERS hanno aperto il periodo di 120 giorni per la valutazione formale del progetto prima che la decisione finale sul finanziamento del progetto sia presa dai consigli direttivi delle istituzioni.

Su internet i siti delle principali Ong che sostengono la campagna su Baku-Tbilisi- Ceyhan: www.khrp.org (Kurdish Human Rights Project)

www.bankwatch.org (CEE Bankwatch Network)

Il sito del consorzio BTC: www.caspiandevelopmentandexport.com

Il sito della Campagna inglese: www.baku.org.uk  

Il sito di Amnesty International Italia:

www.amnesty.it

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