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per la riforma della banca mondiale
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IFI DECODER SECONDA PARTE

BANCA MONDIALE – IL SENATO USA AVVIA UN’INDAGINE CONOSCITIVA SU BM E CORRUZIONE

Il Comitato per gli Affari Esteri del Senato USA ad aprile ha iniziato un’indagine conoscitiva su alcuni progetti finanziati dalla Banca mondiale legati a casi di corruzione.

Dopo alcune settimane di lavoro preliminare, si è già svolta la prima audizione, che ha avuto luogo il 13 maggio. L’inchiesta, cominciata grazie all’interessamento del Presidente della Commissione, il repubblicano moderato  Richard Lugar, ha come oggetto i contestatissimi progetti del Lesotho Highlands Water Project, la diga di Yacyretà al confine tra Paraguay ed Argentina ed una serie di opere eseguite in Cambogia. Le parole dei collaboratori di Lugar, riportate dalla Reuters, sembrano presagire un grande impegno da parte del senatore dell’Indiana nella lotta alla corruzione e nel corretto funzionamento delle istituzioni finanziarie internazionali. A luglio anche Guido Penzhorn, parte del team dei magistrati del Lesotho, ha testimoniato di fronte al Senato americano sull’affair Lesotho. Si attendono sviluppi…

Il sito del Senato USA: www.senate.gov

BANCA MONDIALE – LA REVISIONE DELLA POLITICHE DI SALVAGUARDIA AMBIENTALE E SOCIALE DELL’IFC

Il 26 luglio scorso la sotto-commissione Committee on Development Effectiveness (CODE) del consiglio direttivo della Banca mondiale ha dato il via al processo di consultazione internazionale sulla revisione delle politiche ambientali e sociali dell’International Finance Corporation (IFC), che inizierà ufficialmente a fine settembre e durerà fino a dicembre 2004.  Così come avvenuto per la Extractive Industries Review, vi saranno delle consultazioni regionali con la società civile in America Latina, Asia, Africa, Europa dell’Est e Medio Oriente e delle consultazioni tematiche, questa volta anche con le banche private che dal 2003 si sono impegnate a seguire volontariamente le stesse politiche dell’IFC.

La revisione mira a chiarire e modificare le politiche e linee guida sulle questioni ambientali e sociali per ricevere i finanziamenti richiesti attualmente dall’IFC ai suoi clienti. Inoltre verranno modificati presumibilmente anche gli standard specifici dell’IFC in termini di monitoraggio dei progetti, diffusione delle informazioni, sulle popolazioni indigene, il reinsediamento forzato, i diritti dei lavoratori, i diritti umani  e molte altre nel ciclo di progetto. Attualmente l’IFC segue 10 politiche di salvaguardia ed il manuale degli standard tecnici anti-inquinamento “Pollution Habatement Handbook”, che verrà parimenti sottoposto a revisione, ma nell’arco di due anni.  Non è ancora chiaro se dopo la revisione il numero delle politiche rimarrà invariato. Le Ong temono che alcune politiche vengano declassate allo status di semplici principi e quindi non più obbligatori.  Hanno perciò scritto una lettera all’IFC per sollevare questi ed altri dubbi. Tali preoccupazioni sembrano confermate dal documento interno della Banca del dipartimento legale, recentemente reso pubblico dal Financial Times, che critica duramente l’iniziativa di revisione. Per maggiori informazioni sul processo di revisione delle politiche dell’IFC scrivere a jaro@crbm.org

BANCA MONDIALE – LA NUOVA MIDDLE INCOME STRATEGY

Le statistiche ci dicono che dal 1999 fino ad oggi i prestiti di risorse IBRD sono diminuiti. Come probabile motivazione per questa condotta la riluttanza della banca nel prestare denaro destinato alla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali. La nuova “Middle Income strategy” (MIC ) si propone di invertire questo trend. Intitolato “Enhancing World Bank Support to Middle Income Countries” il testo, circolato al Consiglio dei Direttori della Banca come documento interno e sul quale è stato disegnato un Piano di Azione che verrà messo in atto entro la fine di settembre (sebbene senza l’approvazione politica del Consiglio), propone una serie di raccomandazioni. Tra queste la più importante sembra essere la proposta di considerare come punto di riferimento i sistemi di regolamenti e legislazioni ambientali e sociali dei vari paesi in cui la banca presta, invece che le politiche interne della banca. In questo contesto il ruolo dell’Inspection Panel, l’organismo indipendente di controllo della Banca, verrebbe ulteriormente indebolito. La nuova strategia non è stata resa pubblica e la società civile non è stata consultata in merito. Per maggiori informazioni: jaro@crbm.org

BANCA MONDIALE/ECAS – TUTTI GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI SUL PROGETTO BAKU TBILISI CEYHAN

La costruzione dell’oleodotto più lungo del mondo, il Baku-Tbilisi-Ceyhan (BTC), continua a suscitare fortissime polemiche e perplessità. Negli ultimi giorni di giugno hanno avuto vasta risonanza sulla stampa inglese le dichiarazioni molto critiche di quattro esperti altamente qualificati che hanno contribuito alla realizzazione del BTC. Secondo i quattro esperti, tutti con più di 20 anni di carriera nel campo specifico, la costruzione del tratto turco dell’oleodotto sarebbe stata costellata da una serie di gravi incompetenze, dall'impiego di manodopera inadeguata e da inappropriati tagli dei costi. Nel dettaglio, non sarebbero stati consultati gli specialisti adeguati per le consulenze ingegneristiche, si sarebbero usati metodi e materiali inadatti che non potranno assolvere alla funzione per cui erano previsti; non sarebbero state rispettate le procedure e le indicazioni specifiche previste dal progetto; non ci sarebbe stato nessun controllo di qualità; si sarebbe impiegato staff non adeguatamente qualificato e non formato; sarebbero state ignorate elementari misure di precauzione riguardanti l'ambiente e la salute e la sicurezza; si sarebbero ignorate le conseguenze per le imprese locali che hanno contribuito alla fornitura dei materiali necessari per la costruzione dell'oleodotto, molte delle quali hanno poi dichiarato fallimento.

Va poi rammentato che anche per la parte georgiana ed azera della pipeline erano state rivelate importanti carenze per ciò che riguardava il rivestimento delle tubature.

Le Ong internazionali, tra cui la Campagna per la riforma della Banca mondiale, che da un paio di anni seguono da vicino le vicende dell'oleodotto BTC, manifestano tutta la loro preoccupazione in merito a questi ulteriori sviluppi e chiedono al consorzio costruttore, capeggiato dall'inglese BP e di cui fa parte anche l'ENI, di sospendere i lavori della pipeline.      

Le Ong hanno ripetutamente evidenziato i rischi legati agli impatti socio-ambientali ed alla sicurezza che avrebbe comportato il BTC, vedendo purtroppo confermati i loro peggiori timori, dal momento che si sta proseguendo con la realizzazione dell'oleodotto.

Le preoccupazioni della società civile in merito a BTC sono inoltre ulteriormente sostanziate da un rapporto che le Ong georgiane hanno presentato ad inizio maggio e che dimostra come l’oleodotto Baku-Tbilisi-Cehyan continui a provocare pesanti impatti socio-ambientali sulle comunità locali. Dopo un attento monitoraggio durato alcuni mesi, si è riscontrato che persistono problemi in merito all’acquisizione dei terreni attraversati dalla pipeline (e conseguentemente ci sono difficoltà in tutto il processo di compensazione), non sono stati rispettati i programmi di interazione con le comunità locali e non si è tenuto conto degli accordi riguardanti la pubblicazione delle informazioni relative al progetto. Inoltre, in Turchia uno dei principali rappresentanti delle comunità curde interessate dal processo è stato arbitrariamente arrestato e maltrattato in prigione lo scorso giugno e rilasciato soltanto su cauzione pagata dalle ONG internazionali. Il processo inizierà il 22 settembre.

Su internet i siti delle principali Ong che sostengono la campagna su Baku-Tbilisi- Ceyhan: www.khrp.org (Kurdish Human Rights Project)

www.bankwatch.org (CEE Bankwatch Network)

Il sito del consorzio BTC: www.caspiandevelopmentandexport.com

Il sito della Campagna inglese: www.baku.org.uk  

ECAS – L’UNIONE EUROPEA APPROVA IL FINANZIAMENTO DEL REATTORE NUCLEARE DI CERNAVODA, IN ROMANIA

Il 30 marzo la Commissione Europea ha approvato un finanziamento di 223,5 milioni di Euro per il completamento del secondo reattore nucleare dell’impianto di Cernavoda, in Romania. A nulla sono servite le pressioni delle Ong internazionali e, in Italia, il “mail bombing” della Campagna per la riforma della Banca mondiale e della Rete Lilliput nei confronti del presidente Romano Prodi per chiedergli di non appoggiare il progetto, dal momento che le Ong ritengono che tale finanziamento non contribuirà all’aumento della sicurezza nucleare nell’Est Europa, e per questa ragione sarebbe in violazione del mandato dell’Euratom, così come emendato nel 1994.

CRBM e Lilliput, dopo l’approvazione del progetto, hanno quindi sostenuto la richiesta sottoposta da Friends of the Earth Europe all’Ombudsman dell’Unione europea di indagare sulla decisione della Commissione.

L’Ombudsman dovrà quindi accertare se, come dice Friends of the Earth, la Commissione, approvando il finanziamento, non sia riuscita a fornire un’adeguata giustificazione per la sua decisione e non abbia reso disponibili dei rapporti chiave per la valutazione del progetto. Nel frattempo, l’Ombudsman, creando un precedente importante, ha obbligato la Commissione ha rendere pubblici gran parte degli studi di valutazione economica del progetto.

Come citato in precedenza, è utile ricordare che secondo il diritto comunitario il nucleare può essere finanziato solamente per migliorare la sicurezza e l’efficienza di progetti già esistenti.

Sul WWW: www.isace.it - www.eca-watch.org

BANCHE PRIVATE – IL PUNTO SULLA CAMPAGNA MANCAINTESA

Prosegue la Campagna MancaIntesa, che vede la CRBM tra i promotori. La Campagna è nata per chiedere alla prima banca italiana di adottare delle rigorose linee guida per valutare gli impatti sociali ed ambientali di tutti i finanziamenti effettuati, e per migliorare la propria trasparenza e responsabilità. Un primo risultato sicuramente positivo è stata la dichiarazione della banca di impegnarsi ad uscire dal commercio delle armi. La banca ha così dimostrato di essere disponibile ad ascoltare le richieste della società civile, anche se questo primo risultato non è sicuramente sufficiente.

Come segnale di una reale intenzione di cambiare radicalmente le proprie politiche, la Campagna chiede a Banca Intesa di riconsiderare il proprio sostegno finanziario al più lungo oleodotto del mondo, il BTC, attualmente in costruzione e finanziato dalla banca solo pochi mesi fa. Le recenti inchieste pubblicate su noti quotidiani inglesi, come evidenziato anche in questo numero di IFI Decoder, non solo hanno confermato queste denunce, ma hanno rivelato ulteriori e gravissime mancanze e omissioni nella sezione turca dell’oleodotto, anche in merito ad aspetti fondamentali ed in violazione dei contratti di finanziamento stipulati.

Per questo chiediamo a Banca Intesa, che ha recentemente acquisito una delle più importanti banche della stessa Turchia, di prendere una posizione chiara e netta in merito a questo finanziamento, come primo segnale concreto della volontà di modificare radicalmente le proprie politiche in materia di responsabilità.

In parallelo, la CRBM, con altre organizzazioni, ha riconosciuto il valore dell’iniziativa di Banca Intesa in materia di armi ed ha scritto una lettera aperta all’Associazione Bancaria Italiana, chiedendo maggiore responsabilità delle banche italiane nel settore del finanziamento all’industria delle armi, e la messa a punto di codici di condotta vincolanti e trasparenti in materia.

Internet: www.mancaintesa.org www.bancaintesa.it

BEI - LA NUOVA PIATTAFORMA DELLA CAMPAGNA SULLA BEI CONDOTTA DALLE ONG INTERNAZIONALI

In concomitanza con la prima riunione annuale della Banca europea per gli investimenti (BEI) dopo l’allargamento dell’Unione Europea, una coalizione internazionale di gruppi della società civile ha reso pubblica la sua nuova piattaforma di richieste per riformare la BEI, la meno trasparente, responsabile e democratica delle istituzioni comunitarie e di quelle finanziarie internazionali.

“Fondi pubblici per benefici pubblici: facciamo sì che la Banca europea per gli investimenti sostenga le persone e l’ambiente”, questo il nome del documento che evidenzia una chiara visione di come cambiare radicalmente il funzionamento della BEI per renderla uno strumento positivo per l’erogazione dei finanziamenti pubblici europei. Il lancio di questo documento è un vero e proprio passo in avanti della campagna internazionale sulla BEI, di cui fa parte anche l’italiana Campagna per la riforma della Banca mondiale, a dimostrazione del suo crescente successo nell’opera di sensibilizzazione ed informazione sulla stessa BEI, cui si chiede di accettare ed implementare tali richieste.

Con il sostegno di una sessantina di organizzazioni e reti internazionali, inclusi Friends of the Earth International, WWF Europa e CEE Bankwatch, il documento chiede alla BEI l’ottenimento di risultati concreti in merito ai seguenti punti:

1.       Trasparenza ed accesso alle informazioni;

2.       Un mandato per lo sviluppo basato su giuste politiche di salvaguardia per i prestiti fuori dall’Unione Europea;

3.       Valide politiche ambientali settoriali per i prestiti;

4.       La creazione di un meccanismo di ricorso per i cittadini impattati;

5.       Misure efficaci per combattere la corruzione e il riciclaggio di denaro;

6.       Una strategia socialmente ed ambientalmente sostenibile per i prestiti al settore privato.

Per leggere il testo integrale della piattaforma: modules.php?name=download&f=visit&lid=159

BEI – IL DIALOGO BANCA-ONG A VARSAVIA. LA BEI PROMETTE DI DIVENTARE PIU’ TRASPARENTE

Dopo anni di lobbying da parte della CRBM e di altre Ong europee, la Banca Europea per gli Investimenti – il più grande finanziatore pubblico del mondo - annuncia una profonda revisione della sua politica sulla trasparenza e sulla informazione pubblica. Saranno resi pubblici sul sito della Banca tutti i progetti per cui enti governativi richiedono un finanziamento dalla BEI. Ciò avverrà prima della decisione da parte dell’esecutivo della Banca, e sarà inoltre incluso un link al sommario della valutazione dell’impatto ambientale dei progetti in considerazione. Saranno anche pubblicate più informazioni sui direttori e sugli alti livelli dello staff, per prevenire conflitti d’interesse, come spesso accadeva nel passato, e sulle operazioni finanziarie della Banca. Ogni anno, un rapporto illustrerà la responsabilità sociale dell’impresa. La trasparenza diventerà un obiettivo a sé stante per la Banca.

Finora la BEI doveva essere considerata la banca pubblica meno trasparente del mondo. La decisione della BEI è una fuga in avanti, dopo le pesanti critiche del Parlamento Europeo e della Commissione Europea nei mesi recenti, a seguito delle pressioni della società civile. Anticipa nuove regole sulla trasparenza delle istituzioni europee che la Commissione Europea sta avviando. Ad un recente incontro tra la BEI e le Ong a Warsavia (2 Luglio), Martin Koehler della CRBM ha chiesto che ora la BEI formalizzi il processo di revisione della sua politica d’informazione includendo le Ong, e che si stabilisca un meccanismo di ricorso per garantire che le nuove regole siano rispettate.

Il sito della BEI – www.eib.org

Le Ong: www.bankwatch.org - www.foeeurope.org - www.amicidellaterra.it

WTO – LA SITUAZIONE DEL NEGOZIATO ED IL QUESTIONARIO AI CANDIDATI ALLE ELEZIONI EUROPEE

Una vera ministeriale, mascherata da Consiglio Generale, quella svoltasi dal 29 al 31 luglio presso la sede svizzera del WTO. Nella proverbiale riservatezza della sede di Ginevra, con le Ong messe fuori dalla porta, senza l'attenzione dei mass media che ha caratterizzato eventi come Seattle e Cancun, una trentina di ministri dei Paesi più potenti che aderiscono alla Wto hanno fatto il "colpo grosso": rilanciare l'Agenda di Doha e dare nuovo impulso al processo di liberalizzazione del mercato dei prodotti industriali e dei servizi, difendendo il più possibile i propri privilegi nel settore agricolo.
Questa anomala ministeriale si è svolta secondo le vecchie abitudini: i negoziati sono stati condotti per una settimana, in maniera informale, dal cosiddetto "non gruppo dei cinque": USA, UE, India, Brasile ed Australia. Unica variazione sul tema, per la prima volta l’entrata di due potenze emergenti del sud nelle stanze del potere. Solo il venerdì mattina, all'ultimo momento, tutte le delegazioni hanno ricevuto il frutto del lavoro della task force: proprio quello che i Paesi in via di sviluppo avevano chiesto il 23 luglio, alla riunione dei capi delegazione, di evitare. Rispolverato lo stile di Doha, archiviata la mascherata del dialogo tentata a Cancun, il negoziato è proseguito ad oltranza, con la parola d'ordine " raggiungere un accordo" che scaricava a priori la responsabilità di un nuovo fallimento tutta sui paesi del Sud.

Ecco quanto ottenuto nell’ambito delle diverse tematiche.

In AGRICOLTURA, se l'UE ha concesso che i sussidi all'esportazione siano eliminati "entro la fine di una data da concordare", il grosso dei suoi sussidi interni, non quelli di aiuto ai piccoli coltivatori e alle colture di qualità, ma ad esclusivo uso e consumo del grande agro-business, sarà invece mantenuto in vita. I sussidi ammessi come de minimis, per il sostegno interno, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, verranno gradualmente tagliati, e, anche se si prevedono eccezioni per le realtà più povere, non si indicano casi, percentuali né scadenze. Il lavoro di 7
anni dei Paesi poveri per creare un elenco di "Prodotti speciali" che fosse possibile proteggere, è stato cancellato con l'introduzione, per PVS come per Paesi sviluppati, di "prodotti sensibili", tutti ancora da definire.
Rispetto al COTONE l'accordo finale conferma che "gli aspetti commerciali di questo argomento saranno trattati nell'ambito dei negoziati agricoli", quindi come possibile merce di scambio dell'intera partita.  Unico "contentino" la creazione di una nuova sottocommissione ad hoc, solo consultiva.
Anche riguardo alle tariffe dei PRODOTTI INDUSTRIALI l'accordo firmato a Ginevra riesce a far recepire ciò che Cancun aveva bloccato. Il testo ingloba integralmente la bozza del ministro messicano Derbez del 2003 con l' aggiunta di un punto iniziale che stabilisce la necessità di ulteriori negoziati per concordare specifici elementi. Da anni i paesi africani e quelli del blocco ACP fanno notare che una ulteriore riduzione delle tariffe sui prodotti industriali si tradurrà in una ulteriore riduzione di entrate per sostenere la già limitata spesa pubblica e nella fine delle loro industrie, incapaci di reggere alla concorrenza delle imprese multinazionali.
Da ultimo i SERVIZI: entro maggio 2005 tutti i Paesi della Wto dovranno presentare le proprie offerte di liberalizzazione di settori - "consistenti, sostanziali" ha chiesto a Ginevra la WTO - dei propri servizi pubblici. Acqua, istruzione, sanità, energia, sono in pericolo, perché la WTO si è posta l'impegno di raggiungere in maniera progressiva maggiori livelli di liberalizzazione in ogni settore e in ogni modalità di servizio, senza alcuna esclusione a priori. Unica consolazione la sospensione, sino alla fine del Doha Round, dei negoziati sulle cosiddette NEW ISSUES: investimenti, regole di concorrenza e trasparenza negli appalti pubblici.

E’ inoltre importante segnalare, sempre a proposito di WTO, che a maggio CRBM, insieme a Roba dell’Altro mondo, aveva rilanciato anche in Italia il questionario della Rete Seattle to Brussels sul WTO ed il commercio internazionale indirizzato ai candidati alle Elezioni Europee. Oltre sessanta i candidati che hanno risposto, per la maggior parte positivamente, alle otto domande che riguardavano il ruolo dell’Unione europea nel commercio mondiale, in particolare in merito agli ogm, alla responsabilità d’impresa, al dumping, alla svendita dei beni comuni, alla trasparenza e la necessità di un maggiore controllo su tali questioni da parte del Parlamento europeo.

L’elenco di tutti i candidati dei 25 paesi UE che hanno risposto al questionario si trova su:

http://www.s2bnetwork.org/europeanelections.htm

Sul web: www.wto.org www.s2bnetwork.org www.ourworldisnotforsale.org

I blog di Tradewatch

http://tradewatch.splinder.it/ e http://localtradewatch.splinder.it/

NUMERO CHIUSO IL 06/09/2004

A questo numero hanno collaborato:

Antonio Tricarico  e-mail  atricarico@crbm.org

Luca Manes e-mail lmanes@crbm.org  

Jaroslava Colajacomo  e-mail jaro@crbm.org

Martin Koehler  e-mail mkoehler@crbm.org

Adrea Baranes  e-mail abaranes@crbm.org

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