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Ambiente, sviluppo, istituzioni finanziarie
internazionali
EDITORIALE:
KYOTO E NUCLEARE: SCAMPATO PERICOLO? Il processo parlamentare per
l´approvazione da parte di Camera e senato della legge di
ratifica del Protocollo di Kyoto alla Convenzione sul Clima è stato
quanto mai tormentato. A sorpresa, infatti, la maggioranza ha cercato di
inserire nel testo di una legge che dovrebbe rappresentare un primo importante,
per quanto limitato, passo concreto verso la sostenibilità ambientale e la
difesa del clima globale, il rilancio del nucleare nell´Europa dell´est. Non
è un caso che la questione sia stata spinta a sorpresa dalla maggioranza
proprio quando la Sace, agenzia pubblica di credito all´esportazione, sta
considerando la concessione di una garanzia finanziaria di ben 150 milioni di
Euro a copertura dei rischi commerciali e politici associati alle operazioni
dell´Ansaldo Energia nel controverso progetto di completamento del secondo
reattore nucleare di Cernavoda in Romania. Nel disegno originario dei
partiti della maggioranza le imprese italiane avrebbero beneficiato del sostegno
statale della Sace nell´est Europa - che in caso di problemi con la
controparte rumena per Cernavoda si sarebbe concretizzato in un indennizzo
assicurativo pagato dai contribuenti italiani - mentre il governo avrebbe potuto
negoziare a margine con i governi dell´est l´acquisto di permessi di
emissione secondo i meccanismi di Kyoto, in particolare secondo il cosiddetto
‘commercio delle emissioni’ (emissions trading), dal momento che i
paesi dell´est, con la realizzazione di un nuovo reattore nucleare, avrebbero
diminuito ulteriormente le proprie emissioni
di gas serra rispetto ai livelli del 1990. L´Italia, quindi, avrebbe potuto
disporre di maggiori permessi di emissione rispetto alla soglia limite imposta
dal Protocollo di Kyoto. L´aspro dibattito
parlamentare si è chiuso per fortuna con un ritiro dell´emendamento, che era
stato approvato in un primo momento in commissione. Un risultato importante che
riallinea l´Italia con l´Europa e soprattutto ridà credibilità alla
politica energetica italiana contraria da ben 15 anni, dopo il referendum
popolare del 1987, alla produzione di energia nucleare. Scampato il pericolo di avere
una ratifica di Kyoto che aprisse la strada al nucleare in Europa dell´est,
per poi aprirla probabilmente a breve di nuovo anche in Italia, rimane la
questione Sace e Cernavoda ancora aperta. In questo caso si aggiunge un
ulteriore vantaggio sia per le imprese che per il governo italiano: l´energia
prodotta a Cernavoda, che non serve ai rumeni dal momento che questi sono già
autosufficienti dal punto di vista energetico e vivono una profonda crisi
economica che blocca la crescita dei consumi elettrici, sarebbe esportata in
occidente, possibilmente in Italia, per soddisfare il significativo aumento di
domanda elettrica previsto al 2010 nel nostro paese.
Una delocalizzazione dei rischi nucleari lasciati ai rumeni a vantaggio
del sistema Italia. La Sace ha iniziato da poco la
revisione ambientale dello studio di impatto ambientale del controverso
progetto, senza però rendere pubblico lo studio come richiesto dalle Ong
ambientaliste italiane e dalla Campagna. La Sace ha avviato questa revisione
dopo aver ricevuto il via libera dalla V Commissione del CIPE per
l´’internazionalizzazione’ del sistema economico italiano, la quale si è
pronunciata favorevolmente sulla compatibilità tra il sostegno Sace a progetti
nucleari di esportatori italiani all´estero e lo spirito del referendum del
1987 sul nucleare. Inoltre, la Commissione si è sorprendentemente impegnata
nell´adozione di specifiche linee guida nucleari per la Sace al fine di
sdoganare una volta per tutte le operazioni nucleari made in Italy a livello
internazionale. La questione Cernavoda rimane, perciò, un banco di prova per la
credibilità del processo di riforma ambientale della Sace e conseguentemente
per l´intero governo riguardo al suo impegno per la promozione di politiche a
sostegno di uno sviluppo autenticamente sostenibile proprio nell´anno della
Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. L´INIZIATIVA
DELLA CAMPAGNA, INSIEME AD ALTRE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE, PER CONTRASTARE
L´EMENDAMENTO PRO-NUCLEARE NELLA LEGGE DI RATIFICA DI KYOTO La
Campagna si è fatta promotrice di una lettera congiunta insieme a Greenpeace,
il WWF, gli Amici della Terra indirizzata al ministro Matteoli ed al ministro
Marzano per chiedere quale fosse il reale orientamento del governo sulle
questioni legate al nucleare. Le preoccupazioni degli ambientalisti facevano
seguito all'approvazione di un emendamento alla legge di ratifica del Protocollo
di Kyoto da parte delle Commissioni congiunte Affari Esteri ed Ambiente della
Camera, con cui si prevedeva la possibilità per le imprese energetiche italiane
di partecipare ad iniziative pubbliche e private nei paesi dell'Europa Orientale
per la costruzione di impianti elettronucleari ai fini dell'adempimento degli
impegni quantificati di limitazione e riduzione delle emissioni. Le
organizzazioni ambientaliste hanno manifestato il timore che l'orientamento
della maggioranza parlamentare possa rispecchiare la posizione in merito al
nucleare dell'esecutivo, cosa che, come si può leggere nell´editoriale, il
governo ha in un secondo momento apparentemente smentito. Tale atteggiamento
avrebbe sicuramente comportato un tradimento dello spirito del referendum sul
nucleare tenutosi nel 1987.
Le
organizzazioni ambientaliste sul web: www.greenpeace.it
www.amicidellaterra.it
www.wwf.it
ECA-WATCH RILANCIA LA PRESSIONE SULL´OCSE E SULLA COMMISSIONE EUROPEA PER LA RIFORMA DELLE ACE La
Campagna ha attivamente partecipato all´incontro annuale della rete ONG
internazionale ECA-Watch per la riforma ambientale e sociale delle agenzie di
credito all´esportazione (ACE), tenutosi lo scorso marzo a Berlino.
L´incontro ha evidenziato la necessità di rilanciare un lavoro di pressione
sull´OCSE, dopo che i governi non sono stati in grado di raggiungere un
accordo sulle linee guida ambientali per le ACE entro il 2001, come richiesto
dal G8 e dalla Ministeriale dell´OCSE. Al
fine di sostenere un rilancio dei negoziati per la definizione di linee guida
sullo sviluppo sostenibile per le ACE con il coinvolgimento di tutti le
commissioni competenti dell´OCSE, oltre al Gruppo di lavoro sulle ACE che è
stato incaricato fino ad oggi dei negoziati ed ha lavorato in profonda
segretezza, la Campagna ha partecipato come unico speaker ONG al Forum Global
sullo Sviluppo Sostenibile dell´OCSE a fine aprile. Inoltre la Campagna ha
seguito a Parigi i lavori della Ministeriale dell´OCSE denunciando come i
Ministri del Commercio e delle Finanze dei paesi dell´OCSE non abbiano neanche
menzionato la questione della riforma delle ACE nel comunicato finale, visti i
forti contrasti esistenti al riguardo tra Europa e Stati Uniti. Infine, la
Campagna ha fatto parte della delegazione ONG alla consultazione annuale con il
Gruppo di lavoro dell´OCSE sulle ACE. Nel corso dell´incontro la Campagna ha
formalizzato la sua richiesta di istituzione di un nuovo negoziato maggiormente
trasparente ed inclusivo della società civile sulla tematica ACE e sviluppo
sostenibile ed il Segretariato si è impegnato a discutere la questione a
livello governativo e a dare a breve una risposta alle ONG. Le ONG hanno accolto
con favore l´adozione da parte del Giappone di linee guida ambientali per le
ACE che prevedono in maniera vincolante una maggiore trasparenza ed il
coinvolgimento ex-ante della società civile nei paesi che ospitano le
operazioni ACE. MINISTERIALE OCSE DI PARIGI: LA PROTESTA DELLE ONG, ESCLUSE DAL DIALOGO CON L´OCSE La
Campagna per la Riforma della Banca mondiale, gli Amici della Terra Francia e
l´organizzazione statunitense Environmental Defense hanno tenuto una
conferenza stampa presso la sede della stampa estera a Parigi, durante i giorni
della Ministeriale OCSE, in cui è stata denunciata la totale mancanza di volontà
di dialogo da parte dell´OCSE nei confronti delle Ong. A dispetto delle
numerose richieste succedutesi negli ultimi tre anni e delle lettere fatte
pervenire all´OCSE nelle scorse settimane, il Segretario Generale non ha
ritenuto opportuno aprire ad un dialogo con la società civile. VERSO
IL SUMMIT DI JOHANNESBURG SULLO SVILUPPO SOSTENIBILE Il summit sullo sviluppo
sostenibile di Johannesburg è ormai sempre più prossimo (DATE DEL SUMMIT).
Delle prime importanti indicazioni sui risultati dell´incontro in Sudafrica
saranno date dell´ultimo PrepComm, che si svolgerà a Bali dal 24 maggio al 7
giugno. Proprio in occasione del PrepComm la società civile internazionale si
è fatta promotrice di un´iniziativa di sensibilizzazione dei governi affinché si
impegnino a riaffermare sia a Bali che a Johannesburg l'autorità e l'autonomia
degli Accordi Multilaterali sull´Ambiente rispetto alle regole
dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, che rischiano di contrastare
l'efficacia e la validità di tali accordi. Alla
quarta Conferenza Ministeriale
dell´OMC tenutasi in Qatar, infatti, i paesi membri dell´OMC hanno deciso di
lanciare dei negoziati sulla relazione tra gli Accordi Ambientali Multilaterali
(Multilateral Environmental Agreements MEAs) e le regole sul
commercio, perché ci sono degli elementi di incertezza sulla relazione tra
alcune disposizioni dei MEAs e le regole dell´OMC. Attualmente almeno 20 MEAs
hanno delle disposizioni relative al commercio. Sul
web: i siti per seguire le informazioni sul Summit Rio+10 www.johannesburgsummit.org
- www.earthsummit2002.org/
GLI
SPRING MEETINGS DI BANCA MONDIALE E FONDO MONETARIO Gli
Spring Meetings della Banca mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, oltre
alle ormai consuete proteste di piazza, sono state contraddistinti dalla
posizione critica delle Ong internazionali, tra cui la Campagna che lavorano
sulle istituzioni di Bretton Woods. Le Ong hanno ribadito che secondo loro Banca
e Fondo stanno facendo ancora troppo poco per porre rimedio all'emergenza del
debito e ai gravi impatti ambientali e sociali associati con le politiche
macroeconomiche da loro dettate ai paesi in via di sviluppo. Il Presidente della
Banca mondiale, James Wolfensohn, ha risposto alle proteste e alle richieste
delle ONG con un rinnovato invito al dialogo, evidenziando, però, come la Banca
mondiale stia cambiando e abbia una maggiore trasparenza e volontà di
coinvolgimento della società civile internazionale nella definizione delle
politiche di sviluppo e di lotta alla povertà. PRESENTATO
IL RAPPORTO SAPRI: DELUDENTI LE REAZIONI DELLA BANCA MONDIALE Le
Ong internazionali hanno presentato al Presidente Wolfesohn, sempre in occasione
degli Spring Meetings, i risultati del SAPRI, uno studio sugli impatti dei piani
di aggiustamento strutturale in dieci paesi in via di sviluppo negli ultimi
venti anni promossa dal network non-governativo SAPRIN. Purtroppo nel corso del
processo durato ben quattro anni, promosso congiuntamente con la Banca mondiale,
la stessa Banca si e' ritirata non accettando le conclusioni dello studio.
La Sapri (Structural Adjustment Partecipatory Review Iniziative
Iniziativa di Revisione Partecipata sugli Aggiustamenti Strutturali) ha
visto la partecipazione dei gruppi della società civile in una valutazione sul
campo degli impatti delle politiche degli aggiustamenti strutturali della Banca
mondiale e del Fondo Monetario internazionale sulle popolazioni dei paesi in via
di sviluppo. Le analisi da parte di gruppi locali del SAPRIN, una rete globale della
società civile, di funzionari della banca mondiale e dei governi locali sono
state portate avanti a partire dal 1997 in otto paesi: Ghana, Uganda, Zimbabwe,
Mali, El Salvador, Ecuador, Bangladesh ed Ungheria. Vi è stata un´attiva
partecipazione delle popolazioni locali e dei principali settori
socio-economici. Si è tenuta anche una valutazione indipendente da parte del
SAPRIN in Messico e nelle Filippine, nonostante il rifiuto della Banca mondiale
di partecipare ai lavori in quei paesi. |
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