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Roma, 26 ottobre 2005 – La Banca Mondiale ha da poco diffuso le nuove proiezioni sui possibili guadagni derivanti da un’ulteriore liberalizzazione del commercio. Il loro risultato dovrebbe allarmare chi spera che il risultato degli attuali negoziati in sede Wto manterrà le sue promesse in materia di sviluppo. Due anni fa, la Banca mondiale aveva previsto che i paesi in via di sviluppo avrebbero guadagnato dalla liberalizzazione commerciale più di 500 miliardi di dollari, ma oggi l’80% di tali supposti guadagni sono già spariti. Frank Ackerman, direttore e ricercatore del Global Development and Environment Institute dell’università di Tufts, propone una revisione critica dei nuovi risultati dei modelli econometrici, contestualizzandoli, analizzando la loro affidabilità ed, infine, spiegando il motivo per cui le prospettive di guadagno sono così minime.
Le nuove proiezioni della Banca Mondiale mostrano che:
· il 70% dei guadagni andrà ai paesi sviluppati, aumentando del 40% rispetto al 2003; · Un numero ridotto dei più grandi paesi in via di sviluppo si aggiudicherà la maggioranza dei benefici previsti per i paesi in via di sviluppo nella loro totalità; · In un “probabile scenario di Doha” di riforme, i paesi in via di sviluppo guadagneranno meno di 1.5 centesimi di euro al giorno procapite; · Gli impatti sulla povertà saranno minimi, con una riduzione della povertà prevista di meno dell’1% della popolazione mondiale povera.
L’analisi, intitolata ““The Shrinking Gains from Trade: A Critical Assessment of Doha Round Projections” è disponibile sul link: http://ase.tufts.edu/gdae/pubs/wp/05-01ShrinkingGains.pdf
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