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Si chiama
Gilgel Gibe III e sarà una delle più grandi dighe africane. Un muro alto 240
metri che sbarrerà il fiume Omo, in Etiopia, creando un bacino lungo 150
chilometri e compromettendo per sempre un importantissimo ecosistema fluviale
dal quale dipende la vita di numerose comunità locali. Il fiume Omo nasce nella
regione dell'Oromia e, scorrendo per 600 chilometri verso sud, riversa le sue
acque nel Lago Turkana in Kenya. Lungo le sue sponde sono stati ritrovati resti
di ominidi e utensili risalenti a milioni di anni fa e questo le è valso il
riconoscimento di patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO. Ma soprattutto
le vallate dell'Omo sono le terre di numerose etnie locali, la cui vita è
inestricabilmente legata a quella del fiume. Dalle sue inondazioni dipende
l'agricoltura locale, dalle sue acque l'allevamento, dal suo scorrere la vita
spirituale. La costruzione della diga Gilgel Gibe III è iniziata nell'estate
del 2006 grazie al consolidato rapporto fra l'EEPCo, ente gestore dell'energia
elettrica interamente controllato dal governo etiope, e un'impresa italiana, la
Salini Costruttori S.p.A. molto presente in diversi paesi africani nel settore
delle grandi infrastrutture. Il progetto, dal costo complessivo di 1,4 miliardi
di euro, è stato affidato alla Salini a trattativa diretta senza gara d'appalto,
come prevedono sia la legislazione etiope che gli standard internazionali in
materia di appalti pubblici. La stessa procedura di assegnazione del contratto
aveva caratterizzato anche la realizzazione dell'impianto precedente, quello di
Gilgel Gibe II più a nord. L'impianto di Gilgel Gibe II vanta anche la
discutibile partecipazione della Cooperazione Italiana, che nell'ottobre del
2004 ha concesso all'Etiopia un prestito di ben 220 milioni di Euro, proprio
mentre l'Italia si apprestava a cancellare all'Etiopia 332 milioni di Euro di
debito bilaterale.
Tra i
finanziatori possibili si annoverano la Banca Europea per gli Investimenti, il
governo italiano, la Banca Africana di Sviluppo e la banca commerciale JP Morgan
Chase.
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