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LO SFRUTTAMENTO DELLE SABBIE BITUMINOSE NELLA REPUBBLICA DEL CONGO
Le nuove fonti energetiche non sono solo le cosiddette rinnovabili, come ci si auspicherebbe nell’anno di grazia 2009, in piena crisi ambientale provocata dai cambiamenti climatici. Ci sono grandi multinazionali del petrolio che preferiscono investire milioni di euro nella ricerca e nello sviluppo delle sabbie bituminose (tar sands), dalle quali intendono ricavare petrolio. Il fatto che gli impatti socio-ambientali provocati dalle stesse sabbie bituminose siano addirittura superiori a quelli del carbone, notoriamente il combustibile fossile più inquinante, non sembra essere un ostacolo insuperabile.

Finora in nessun località del pianeta, fatta eccezione per la regione dell’Alberta in Canada, ci si è azzardati a lavorare questa risorsa così controversa per ricavarne petrolio. Adesso sembra che sia giunto il momento della Repubblica del Congo, ex Congo Brazaville, dove nei territori a sud del Paese nel sottosuolo c’è abbondanza di tar sands.


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