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Roma, 13 gennaio 2010 – In un rapporto confidenziale consegnato alle autorità parlamentari e governative di Ankara, la compagnia petrolifera turca di Stato BOTAS ha ammesso che l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan (BTC) non si sta rivelando una fonte di profitti, anzi. A causa del contestato progetto, le perdite ammonterebbero a 210 milioni di dollari, e sarebbero state ancora più ingenti se non fossero stati rivisti i contratti della BOTAS, uno dei membri del consorzio BTC.

Durante un’audizione parlamentare a porte chiuse tenutasi lo scorso 9 dicembre, l’azienda ha fatto presente che i motivi dei mancati guadagni (inizialmente stimati in 300 milioni di dollari l’anno) sono da ricollegarsi a una produzione di barili di petrolio inferiore a quanto previsto e all’aumento del prezzo del gas – impiegato come combustibile nelle stazioni di pompaggio del greggio. Le nuove rivelazioni sull’annosa questione dell’oleodotto BTC sono state fatte dal quotidiano turco Vatan.