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per la riforma della banca mondiale
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Washington, 22 aprile 2010 – CRBM e altre realtà della società civile internazionale quali Christian Aid, il Bretton Woods Project, ActionAid, Eurodad e Third World Network lanciano oggi, a poche ore dall’apertura degli Incontri di Primavera delle istituzioni di Bretton Woods, il loro nuovo rapporto “Bottom Lines, Better Lives?”. La pubblicazione, che si concentra sulle banche multilaterali di sviluppo e in particolare sulla Banca mondiale, evidenzia come tali organismi favoriscano in maniera enorme gli interessi delle compagnie private del ricco Nord del mondo che agiscono nei Paesi in via di sviluppo. Si è passati da finanziamenti per quattro miliardi di dollari l’anno nel 1990 agli attuali 40 miliardi, in buona parte per progetti che non riescono a tenere in debita considerazione le implicazioni socio-ambientali e di lotta alla povertà legati alla loro realizzazione.

Secondo le Ong, l’approccio di questi supposti organismi di sviluppo si basa troppo sull’attrarre investimenti diretti esteri, piuttosto che aiutare l’economia locale dei Paesi del Sud del mondo, mentre la selezione, il monitoraggio e le valutazioni tecniche dei progetti hanno reso prioritari i ritorni commerciali rispetto a quelli socio-ambientali. Non a caso le analisi interne delle varie banche di sviluppo confermano con regolarità l’inadeguatezza di tale approccio. Inoltre nel rapporto si critica senza mezzi termini l’esteso utilizzo di intermediari come istituti di credito privati o compagnie di private equity da parte delle stesse banche.

Servirebbe quindi chiarire qual è il reale mandato di queste istituzioni, fornire maggiore trasparenza sul perché di determinati investimenti e concentrarsi molto di più sull’obiettivo primario della lotta alla povertà.

Un esempio lampante, che dà pianamente ragione alle tesi delle Ong, è stato fornito dalla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia, la quale nelle ultime ore ha stabilito che il progetto della cartiera di Uy Metsa Botnia, al confine tra Uruguay e Argentina e finanziato con 370 milioni di dollari della Banca mondiale, viola il diritto internazionale.

“Questa deriva è stata chiaramente esasperata nel corso degli ultimi due anni dalla presidenza di Robert Zoellick” ha dichiarato Elena Gerebizza della CRBM, presente a Washington. “Arrivato direttamente dalla più che discussa banca d'affari americana, la Goldman Sachs, il presidente intende rendere la banca una merchant bank per lo sviluppo, peccato che i poveri abbiano bisogno di altro. Su queste basi i governi europei dovrebbero ripensare se e come finanziare la Banca” ha concluso la Gerebizza.

Per scaricare il rapporto: modules.php?name=download&f=visit&lid=257