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Roma, 11 giugno
2010 – La CRBM condanna i governi Europei per la mancata
leadership che ha portato al nulla di fatto del negoziato di Bonn. Inadeguati e incapaci di tenere testa a un governo statunitense che ancora una volta ha cercato di farla da padrone, gli Europei sono rimasti a guardare senza riuscire a dare la svolta necessaria riportare il negoziato sul binario giusto, ovvero quello delle assunzioni di responsabilità e dell'azione, prima di tutto in materia finanziaria.
Il testo finale uscito ieri notte è più che mai sbilanciato a favore dei governi sviluppati. Punti importanti sono stati tagliati, e il principio di equità è stato rimosso e rimane ora solo marginalmente menzionato nel testo. Un enorme passo indietro, che rischia di trascinare i Paesi poveri verso scenari da apocalisse.
Nel frattempo ieri a Bonn è stata presentata una lettera internazionale diretta al Presidente Obama che condanna qualsiasi ruolo per la Banca Mondiale nel negoziato sul clima. La lettera è stata firmata da 287 realtà della società civile globale, tra cui la CRBM.
“Siamo molto preoccupati per l’influenza esercitata dagli Usa” ha dichiarato Elena Gerebizza della CRBM. “Nel nuovo testo non c’è spazio per equità e giustizia e se i negoziati proseguiranno in questa direzione non ci sarà nessun trattato ambientale vincolante, con il risultato che le vite milioni
di persone saranno in pericolo, specialmente in Africa” ha aggiunto la Gerebizza.
“Chiediamo all'Europa di assumersi le proprie responsabilità, in primo luogo mettendo sul tavolo delle risorse finanziarie adeguate a fare fronte ai costi di adattamento e mitigazione dei Paesi del Sud, da canalizzarsi solamente attraverso i Fondi multilaterali già esistenti in sede UNFCCC. I giochi contabili non sono più accettabili, come non lo è pensare di assegnare un qualunque ruolo alla Banca Mondiale" ha concluso la Gerebizza.
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