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per la riforma della banca mondiale
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Roma, 18 giugno 2010 – La campagna “zero zero cinque” (1), accoglie con favore la decisione del Consiglio UE di promuovere una tassa sulle transazioni finanziarie al prossimo G20 di Toronto, in Canada. Un segnale importante e atteso da lungo tempo dalle organizzazione della società civile che da tempo chiedono l'introduzione di questa misura, considerata tra le più efficaci per contrastare la speculazione che è tra le principali cause della crisi e dell'instabilità dei mercati finanziari, e contemporaneamente in grado di generare un gettito stimato in 655 miliardi di dollari l'anno su scala mondiale. Risorse fondamentali per ridare fiato ai conti pubblici segnati dai piani di salvataggio di banche e finanza, per la cooperazione e la solidarietà internazionali, per la lotta ai cambiamenti climatici.

Nelle parole di Angela Merkel, “chi ha provocato la crisi, paghi”. Proprio la Cancelliera tedesca, con il Presidente francese Nicolas Sarkozy, ha guidato la decisione del Consiglio UE. Assieme alla richiesta di promuovere in sede G20 la tassa sulle transazioni finanziarie, il Consilgio Europeo ha deciso di introdurre una "tassa sulle banche". Le due proposte sono molto diverse, e devono essere viste come complementari. La "tassa sulle banche" e' sicuramente interessante, ma non frenerebbe in alcun modo le attivita' speculative, il gettito sarebbe molto limitato, e non avrebbe nessun effetto su alcuni degli attori considerati tra i maggiori responsabili della crisi e dell'instabilita' dei mercati, quali gli hedge fund. Tutte cose, al contrario, che una tassa sulle transazioni finanziarie sarebbe in grado di assicurare.

Ora anche il governo italiano è chiamato a svolgere un ruolo di primo piano, impegnandosi concretamente per vincere le resistenze delle lobby finanziarie e per fare si che, già dal prossimo G20 del 26 e 27 giugno, si giunga a un accordo internazionale per una tassa sulle transazioni finanziarie. In questo senso, proprio in questi giorni sono state approvate tre diverse risoluzioni presentate in Parlamento dagli Onorevoli Zacchera (PdL), Barbi (PD), Evangelisti (IdV) che hanno fatto proprie le istanze della società civile.

Queste risoluzioni impegnano il governo, “qualora emerga il necessario consenso internazionale a collaborare con le istituzioni internazionali e gli altri Governi che si sono già espressi a favore della tassa sulle transazioni finanziarie al fine di predisporre una proposta per la sua implementazione”. Ora che questo consenso sta emergendo e che finalmente l'Unione Europea ha deciso di muoversi compatta per arginare lo strapotere dei mercati finanziari e proponendo una misura efficace per rispondere alla peggiore crisi degli ultimi decenni, - ha dichiarato Andrea Baranes della campagna “zero zero cinque” – ci aspettiamo che il governo italiano giochi finalmente un ruolo da protagonista, e si impegni da subito perché questa proposta venga adottata dal G20 di Toronto e si trasformi in un piano d’azione concreta.

(1) La campagna zero zero cinque (www.zerozerocinque.it) è nata per chiedere al governo italiano di promuovere l'implementazione di una tassa sulle transazioni finanziarie in vista del G20 di Toronto. E' promossa da: Acli, Adconsum, Arci, Attac, Azione cattolica, Sistema Banca Etica, Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, Cisl, Cittadinanza Attiva, Città dell’Altra Economia, Campagna per la riforma della Banca mondiale, Consorzio GOEL, Comunità di Vita cristiana, Fair, Fiba/Cisl, Focsiv-Volontari nel mondo, Coalizione Italiana contro la Povertà-GCAP, Legambiente, Lega Missionaria studenti, Lunaria, Microdanisma, Manitese, Reorient, Sbilanciamoci, Social Watch Coalizione Italiana, Ucodep, Un Ponte Per, WWF Italia.

CAMPAGNA TASSE GLOBALI
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Introduzione

Il mondo si trova oggi a sostenere diverse sfide, dai cambiamenti climatici alla povertà, dalla lotta alle grandi pandemie alle sempre più frequenti crisi finanziarie, che riguardano l’intera umanità e che nessun singolo Paese sembra in grado di potere affrontare e risolvere in maniera autonoma.

Se la globalizzazione ha portato enormi vantaggi ad alcuni, le conseguenze sociali ed ambientali negative sono sotto gli occhi di tutti. Spesso sono proprio i miliardi di donne e di uomini esclusi da questi processi a pagarne le conseguenze maggiori, come avviene nel caso della desertificazione legata all’inquinamento e all’effetto serra, che colpisce soprattutto i contadini delle zone più povere del pianeta.

E’ necessario pensare a strumenti che siano in grado da una parte di combattere alcuni di questi effetti negativi, dall’altra di ridistribuire le risorse su scala internazionale. Questi strumenti sono le tasse globali, con le quali si chiede a chi ha le maggiori responsabilità per gli impatti sociali e ambientali negativi e ai grandi vincitori della globalizzazione di versare una parte dei profitti realizzati a chi ne è stato escluso e ne subisce le conseguenze.

 

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