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per la riforma della banca mondiale
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Toronto, 25 giugno 2010 – Le principali reti della società civile italiana – coese nel promuovere la Campagna Zerozerocinque Acli, Adconsum, Arci, Attac, Azione cattolica, Sistema Banca Etica, Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, Cisl, Cittadinanza Attiva, Città dell’Altra Economia, Campagna per la riforma della Banca mondiale, Consorzio GOEL, Comunità di Vita cristiana, Fair, Fiba/Cisl, Focsiv-Volontari nel mondo, Coalizione Italiana contro la Povertà-GCAP, Legambiente, Lega Missionaria studenti, Lunaria, Microdanisma, Manitese, Reorient, Sbilanciamoci, Social Watch Coalizione Italiana, Ucodep, Un Ponte Per, WWF Italia. - si appellano ai leader del G20 che si riuniscono a Toronto il 26 e 27 giugno affinché il vertice chiamato a regolamentare i mercati finanziari e a dare risposte concrete alla crisi economica approvi, tra le altre misure, anche l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie. Tale tassa pur con un’incidenza minima - si ipotizza lo 0,05% sul valore di ogni transazione – sarebbe in grado di generare un gettito importante da utilizzare per le misure di contrasto alla crisi economica, di sostegno all’occupazione, per le politiche sociali, ambientali e di cooperazione allo sviluppo.

«Le montagne russe della finanza continuano a causare impatti enormi sulle popolazioni, nel Nord come nel Sud, e i governi continuano a spendere risorse enormi per assecondare i mercati o frenare la speculazione - dice Andrea Baranes, portavoce della Campagna 005 presente a Toronto -. Si pensi alla crisi della Grecia, all’attacco all'euro, alla finanziaria da 24 miliardi approvata in Italia e alle misure analoghe allo studio in tutta Europa. Chiediamo ai Governi e alle istituzioni di adottare misure per anticipare i mercati e ridare alla politica strumenti di controllo sulla sfera finanziaria, valutando le proposte che da tempo le reti della società civile internazionale promuovono. Tra queste la tassa sulle transazioni finanziarie – a cui si sono già detti favorevoli i governi Francese, Tedesco e Belga, il Parlamento Europeo e su cui si è recentemente espresso positivamente anche il Consiglio dell’Unione Europea. L’Italia purtroppo per ora sta offrendo segnali contraddittori: il Parlamento italiano ha approvato nei giorni scorsi ben tre risoluzioni che impegnano il Governo a sostenere la tassa sulle transazioni finanziarie, qualora emerga un consenso internazionale su questo punto .Anche il nostro ministro degli Esteri, Franco Frattini, si è detto favorevole a questa misura. Il presidente del Consiglio, Berlusconi, la ha invece definita “ridicola”. Auspichiamo un chiarimento interno all’esecutivo e alla maggioranza che porti anche l’Italia a schierarsi a favore. La tassa sarebbe molto contenuta (0,05%) in modo da non scoraggiare chi investe sui mercati in un’ottica sana di medio-lungo periodo e di sostegno all’economia reale, mentre sarebbe un deterrente per gli speculatori che comprano e vendono lo stesso titolo anche migliaia di volte in un solo giorno per guadagnare sulle piccole oscillazioni del suo valore».

«Molti studi hanno confermato che una tassa dello 0,05% su ogni transazione finanziaria potrebbe generare un gettito pari a circa 655miliardi di dollari l’anno. Una cifra importante da utilizzare per ridare ossigeno alle casse degli Stati, per finanziare politiche sociali e per rilanciare il raggiungimento degli obiettivi del millennio, il cui percorso è stato ulteriormente rallentato dalla crisi», aggiunge Farida Bena, portavoce di Oxfam e Ucodep, anche lei presente a Toronto.

I promotori della Campagna 005 promettono di non fermarsi: se il G20 non sarà in grado di prendere decisioni e si concluderà con l’ennesimo nulla di fatto, chiedono che l’Europa si muova da sola sulla scia di quanto già discusso nell’ultimo vertice del Consiglio Europeo. L’introduzione della tassa sule transazioni finanziarie potrebbe essere efficace anche se applicata nella sola Europa o nella sola area Euro. Inoltre una tale volata in avanti dell’Europa sarebbe un segnale forte per i prossimi G20 in Corea e in Francia.

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