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CONTRO I BOMBARDAMENTI SULLO
SVILUPPO E LA POVERTA’
Appello della società civile italiana ed europea
ai capi di stato e di governo europei, al Parlamento italiano ed europeo sulla
nomina del Presidente della Banca mondiale.
Noi
firmatari esprimiamo la nostra più profonda contrarietà alla candidatura di Paul
Wolfowitz alla carica di Presidente della Banca mondiale da parte del Presidente
degli Stati Uniti.
Crediamo che la
nomina di chi amministra la Banca mondiale sia una questione cruciale che
riguarda il futuro degli sforzi internazionali verso lo sradicamento della
povertà e sia nostro dovere mobilitarci immediatamente. Opporsi alla candidatura
dell’amministrazione americana è un dovere coerente con le norme democratiche
internazionalmente riconosciute e gli impegni politici assunti da gran parte dei
paesi europei.
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Consideriamo
l’esperienza di Wolfowitz come ambasciatore americano in Indonesia durante la
dittatura di Suharto palesemente insufficiente per i requisiti di conoscenza
economica e di materie inerenti lo sviluppo richiesti ad un candidato per la
presidenza della più importante istituzione internazionale in materia di
sviluppo e lotta alla povertà. In particolare, consideriamo inaccettabile ed
inconcepibile che l’architetto della guerra preventiva, l’ideologo del dominio
statunitense unilaterale nelle relazioni internazionali ed il primo promotore
della guerra in Iraq, illegale secondo il diritto internazionale, venga
nominato al vertice dell’istituzione multilaterale preposta allo sviluppo dei
paesi più poveri.
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Temiamo che la
nomina di Wolfowitz rischi di rendere la Banca uno strumento della controversa
politica estera americana, incentrata solamente sulla guerra infinita e sulla
lotta al terrorismo, rendendo gli aiuti allo sviluppo concessi da questa
istituzione più dipendenti dalla stretta adesione alle priorità unilaterali
dell’amministrazione americana.
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Riteniamo
illegittimo il processo non trasparente e non democratico secondo cui un solo
governo nomina un singolo candidato per la presidenza della Banca. Crediamo
che dopo più di 60 anni debba avere termine la tradizione non scritta in
vigore sin dalla Conferenza di Bretton Woods - alla quale parteciparono
solamente 45 paesi dell’attuale comunità internazionale di più di 190 stati -
che vede la presidenza della Banca mondiale appannaggio degli Stati Uniti
d’America e la direzione del Fondo monetario internazionale ai governi
europei. Una tale procedura di nomina risulta, inoltre, in esplicita
contraddizione con l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio numero 8, che è stato
sottoscritto da tutti i governi della comunità internazionale, inclusi gli
Stati Uniti, e con gli impegni conclusivi della Conferenza ONU su Finanza per
lo Sviluppo di Monterrey del marzo 2002, volti a definire una nuova
partnership globale per lo sviluppo democratica, condivisa e partecipata da
tutti i governi e gli attori dello sviluppo.
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Chiediamo ai
governi europei ed a quello italiano di rimettere in discussione subito
l’attuale processo di nomina del Presidente della Banca mondiale e anche di
impegnarsi sin da oggi in favore di un processo pienamente aperto e
democratico nell’occasione della prossima nomina del direttore del Fondo
monetario internazionale, agendo quindi in maniera ben diversa da quanto
avvenuto in occasione della nomina nel 2004 dell’attuale direttore del Fondo.
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Sollecitiamo i
governi europei e quello italiano a seguire il precedente stabilito dagli
Stati Uniti nel 2000, quando questi si opposero al candidato europeo per il
FMI. Ricordiamo che i governi europei, se agissero insieme, rappresenterebbero
il principale blocco azionista della Banca e quindi potrebbero rifiutare
l’attuale candidato americano, addirittura imponendo un veto, e proporre altri
candidati americani, europei o di altri paesi.
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Chiediamo ai
governi europei ed a quello italiano di rendere pubblica e chiara la propria
posizione su questo argomento come una questione di urgenza. Di contro
consideriamo i governi europei e quello italiano parimenti responsabili come
quello statunitense della nomina politica di Wolfowitz alla presidenza della
Banca mondiale in caso non rendessero pubblica la loro posizione rispondendo
alle richieste di questo appello.
Tavola della pace,
Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Coordinamento Nazionale Enti
Locali per la pace e diritti umani.
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