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Roma, 3 maggio 2005 – International Rivers Network (IRN) e The Corner House hanno recentemente reso pubblico un rapporto sulla diga di Merowe/Hamadab, sul tratto sudanese del Nilo. Un’opera che, allorché ultimata, creerà un bacino artificiale di ben 174 km, costringendo al reinsediamento forzato oltre 50.000 persone. Il principale sponsor del progetto è la Cina, sbarcata in forze in Africa, e con ingenti interessi petroliferi proprio in Sudan, per far fronte al suo enorme fabbisogno energetico. E’ infatti la China Export Impact Bank a fornire quasi 400 milioni di dollari per la costruzione della diga, attualmente portata avanti da una joint venture composta dalla China International Water & Electric Corp e dalla China National Water Resources and Hydropower Engineering Corporation. Hanno un ruolo non esattamente secondario anche alcune istituzioni finanziarie arabe, la compagnia tedesca Lahmeyer International e la francese Alstom. Il rapporto di IRN e di The Cornerhouse, basato sui risultati di una missione sul campo, evidenzia come le persone sfollate siano costrette a lasciare le fertili terre vicino alle rive del Nilo per zone del deserto nubiano, non vi sia stata un’adeguata valutazione degli impatti ambientali del progetto, tutte le rimostranze delle popolazioni impattate siano state ignorate e le proteste sedate dalla polizia con atti di violenza quasi sempre gratuita. |

