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per la riforma della banca mondiale
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Doha, 29 novembre 2008 – La Conferenza sulla Finanza per lo sviluppo a Doha si è aperta questa mattina con gli interventi dei massimi vertici dell'ONU, del WTO e del Presidente francese in qualità di presidente di turno dell'UE. Nel suo discorso, il presidente dell'assemblea generale dell'ONU Miguel D'Escoto Brockmann ha lanciato un appello per mettere in piedi delle forme innovative e addizionali di finanziamento per lo sviluppo e per le altre grandi sfide che il mondo si trova a vivere, a partire dai cambiamenti climatici. A seguire, il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki Moon ha ribadito che se non ci saranno interventi urgenti la crisi finanziaria rischia di trasformarsi in una crisi sociale e umana. Ban Ki Moon ha anche ricordato che gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono a rischio, segnalando come manchino poche decine di miliardi di dollari per raggiungerli, mentre nello stesso momento diversi Paesi hanno speso in pochissimo tempo somme molto più alte per aiutare i loro sistemi finanziari. In ultimo, il Segretario Generale ha chiesto una nuova governance inclusiva, che possa rappresentare il mondo del XXI secolo.

Su questo punto in particolare è intervenuto il Presidente Nicolas Sarkozy, che ha però difeso il processo del G20, avviato con l’incontro di due settimane fa a Wshington. Il Presidente francese ha sottolineato che l’Unione Europa aveva chiesto di aprire questo vertice ad un rappresentante dell’Unione Africana e a uno del Consiglio dei Paesi Arabi del Golfo, e si è augurato che nel prossimo incontro del G20 a Londra, a inizio aprile, questo allargamento possa diventare realtà. Sarkozy ha poi sottolineato come l’UE versi il 60% del totale mondiale di Aiuto Pubblico allo Sviluppo, ma anche come esistano altre priorità almeno altrettanto importanti in materia di aiuto allo sviluppo, dagli investimenti diretti esteri allo sviluppo del microcredito.

In merito alla crisi finanziaria, il Presidente ha dichiarato che “il mondo è andato vicino alla catastrofe perché aveva scelto la speculazione finanziaria e non lo sviluppo economico. Il mondo si era abituato a banche che prestavano qualunque cosa a qualunque condizione. Una situazione dove qualcuno diventava sempre più ricco, e altri sempre più poveri. Dobbiamo cambiare questa situazione.”

In conclusione, il presidente ha dichiarato di volere una riforma e un riequilibrio delle istituzioni internazionali, e ha chiesto la collaborazione tra l’Europa e gli “amici africani, asiatici e dell’America del Sud, per spingere insieme e dimostrare di essere più forti dell’immobilismo. Non ha specificato quali fossero i responsabili di questo immobilismo, ma procedendo per esclusione, il riferimento all’attuale posizione statunitense nei negoziati qui a Doha è sembrata piuttosto evidente.

Andrea Baranes

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