Da CRBM a Re:Common, il 7 giugno evento di lancio della nuova associazione

Dopo sedici anni di attività, si chiude l'esperienza di CRBM e allo stesso tempo nasce un nuovo soggetto, RE:COMMON. L'appuntamento pubblico per festeggiare la nuova associazione è per giovedì 7 giugno 2012 dalle 19,30 al Circolo degli Artisti in via Casilina Vecchia 42 a Roma.

Unicredit, basta carbone.Lo dice anche Luca Mercalli

Roma, 11 maggio 2012 - La campagna “Unicredit fuori dal carbone”, di cui fa parte anche l’italiana CRBM, all’odierna assemblea degli azionisti dell’Unicredit ha reiterato la sua richiesta all’istituto di credito di fermare i suoi investimenti e le sue relazioni finanziarie con l’industria dell’estrazione del carbone.

Nigeria: il petrolio scorre dove la terra sanguina. Il 7 e 9 maggio a Roma

L’inquinamento causato dalle aziende petrolifere nel delta del fiume Niger, in Nigeria, continua a danneggiare il suolo, l’acqua e l’aria mettendo a rischio la salute e i mezzi di sostentamento della parte più povera della popolazione. Per raccontare il devastante impatto delle multinazionali petrolifere – tra cui Eni e Shell - che operano nella regione, Amnesty International Italia, CRBM e Fondazione Culturale Responsabilità Etica organizzano una serata dedicata ai diritti umani e all'ambiente nel Delta del Niger.

Gli impattati dai progetti dell’ENEL fanno sentire le loro ragioni in occasione dell’assemblea degli azionisti

Grandi dighe in fase di realizzazione o di progettazione, centrali a carbone già funzionanti e proposte per nuovi impianti nucleari ritenuti molto a rischio. I rappresentanti delle comunità impattate dalle attività dell’Enel in Italia e in altri luoghi del Pianeta si danno appuntamento il 30 aprile 2012

Scheda Clima e Finanza

Uno degli aspetti centrali per risolvere la questione dei cambiamenti climatici è quello finanziario. Le fonti più svariate confermano che per arrestare il riscaldamento globale servono interventi nell’ordine di centinaia di miliardi di euro l’anno, da realizzarsi sia in Europa e nelle economie sviluppate - per permettere una riduzione delle emissioni interne - che nei Paesi del Sud del mondo.

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