IL RITORNO DELLE GRANDI DIGHE E IL CASO DI BUJAGALI

Le dighe, come le altre grandi infrastrutture hanno sempre rappresentantato un simbolo del progresso, della dominazione dell’uomo sulla natura, dell’espressione della tecnica e del principio fondamentale della chimica: tutto si traforma.

Il ritorno delle grandi dighe è dovuto alla tendenza generale di abbassare gli standard sociali ed ambientali ed, in generale, renderli più flessibili. L’industria dell’idroelettrico considera le norme vincolanti come un costo aggiuntivo e si è adoperata attivamente per creare un sistema di valutazione volontario che consente a costruttori e finanziatori di realizzare grossi investimenti evitando casi legali e costi aggiuntivi.

In questa pubblicazione si analizza il caso della diga di Bujagali in Uganda. Il progetto è stato apertamente criticato anche dall’Inspection Panel, l’organo ispettivo indipendente in seno alla Banca mondiale, che si esprime in questo modo: “L’alta percentuale di rischio, che ricade sulle autorità locali, solleva dei seri dubbi sulla possibilità che il progetto della diga di Bujagali possa raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile e riduzione della povertà fissati dalla Banca mondiale”.

“Il ritorno delle grandi dighe e il caso di Bujagali” è stata realizzata con il contributo economico della Commissione europea nell’ambito del progetto Counter Balance.